25 novembre: giornata contro la violenza sulle donne

La Scuola è un luogo di INCONTRO: è il luogo dove persone con esperienze, culture, sensibilità diverse si INcontrano.  Proprio per questo la scuola é il luogo privilegiato dove possiamo imparare a conoscerci e a rispettare noi stessi e gli altri. Possiamo imparare a confrontarci e collaborare. Possiamo avere idee ed esigenze diverse e capire che questa è per noi una ricchezza, non un ostacolo. Non dobbiamo mai ammettere la violenza, in nessuna forma, né fisica, né psicologica, come metodo per far prevalere le nostre idee e le nostre esigenze. La giornata contro la violenza sulla donna deve essere una battaglia che va combattuta tutti i giorni, non solo il 25 novembre. E va combattuta a partire dalle piccole cose, dai gesti quotidiani, dal modo di porci e di essere, dal modo di rivolgerci agli altri e scegliere le parole. Alla scuola Leonardo da Vinci ne abbiamo parlato in classe e abbiamo avuto la possibilità di partecipare ad alcune iniziative che ci hanno aiutato a capire quanto anche noi, nel nostro piccolo, possiamo contribuire a questo cambiamento sociale e culturale. Gli alunni delle classi terze hanno avuto modo di vivere un incontro-testimonianza con una ragazza che ha parlato loro della sua drammatica esperienza, evidenziando come a volte il male si nasconda dietro l’apparente normalità di tutti i giorni. Le classi 3C e 3A hanno partecipato al progetto promosso dall’Amministrazione comunale “Telefono rosa”: hanno analizzato figure femminili che, nella storia, hanno fatto la differenza nel loro campo e sono diventate un esempio per tutti noi. Complimenti alle due classi, che hanno vinto rispettivamente il primo e il secondo premio! Infine, tutte le classi hanno collaborato a lanciare un messaggio visibile a tutti, disponendo negli spazi della scuola tante scarpette rosse, seguendo l’esempio dell’artista Elina Chauvet (Casas Grandes, 1959), architetto-designer messicana che il 22 agosto 2009 ha realizzato la prima esibizione di scarpette rosse ‘Zapatos Rojos’  in segno di denuncia e protesta per i femminicidi avvenuti a Ciudad Juarez negli anni ’90 (tra i quali quello della sorella, uccisa per mano del marito). Negli anni successivi le esposizioni si sono moltiplicate e diffuse nel mondo. Perché usare scarpe rosse? Perché le scarpette sono simbolo di eleganza e delicatezza femminile e sono anche simbolo del percorso di ogni donna verso la libertà dalla violenza; il  rosso è il colore dell’amore e della passione, ma anche del sangue, una passione che diventa violenta e si trasforma in male. Anche noi, nel nostro piccolo, vogliamo dire NO.